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elettroni nei metalli, assolutamente inspiegabile in base alle teorie classiche.
        Lo stesso Fermi mette in evidenza come, a questo punto, sia ormai del tutto chiaro
        che esistono due tipi di particelle, quelle che obbediscono alla statistica di Bose-
        Einstein, come nel caso dei quanti di luce (attualmente chiamate bosoni), e quelle
        che obbediscono al principio di esclusione di Pauli, come gli elettroni e i protoni
        (attualmente chiamate fermioni) e che seguono appunto la statistica di Fermi-
        Dirac. Nel concludere il suo intervento Fermi si sofferma sull'importanza di
        affrontare il problema «di costruire una teoria dei metalli capace di rendere conto
        delle forze che tengono insieme la compagine del metallo», pur sottolineando le

        difficoltà di questo programma di ricerca a partire dal quale si svilupperà nel 1900    Istituto di fisica di via Panisperna.
        il campo di studi che sarà alla base della Fisica dello stato solido.
        Quando Fermi si stabilisce all'Università di Roma come titolare della cattedra di     Biblioteca
        Fisica teorica, non esiste alcun gruppo di ricerca. Persico ormai è a Firenze,
        Corbino è assorbito dai suoi impegni e dall'attività didattica, ma lancia un appello
        ai suoi migliori studenti di ingegneria perché si trasferiscano a Fisica. Intorno a
        Fermi si forma il primo nucleo di una scuola italiana di fisica moderna. Su interes-
        samento di Corbino, Rasetti viene trasferito a Roma, mentre Emilio Segrè,
        Edoardo Amaldi e Ettore Majorana all'epoca sono ancora studenti, ma la «velo-
        cità della formazione di un giovane fisico alla scuola di Fermi era incredibile»,
        come ricorda Emilio Segrè. Più tardi si unirà al gruppo anche Bruno Pontecorvo.
        Fermi è un insegnante nato. La grande chiarezza e la nettezza dell'esposizione
        derivano non soltanto dalle sue profonde conoscenze e dalla sua eccezionale
        lucidità, ma anche dal lavoro autonomo fatto all'epoca in cui era studente. Ama
        tenere lezioni di fisica elementare perché attribuisce una grande importanza a una
        buona preparazione in fisica classica. Il suo corso di fisica matematica costituisce
        una specie di enciclopedia contenente elementi di elettrodinamica, di teoria della     Enrico Fermi, Werner Heisenberg,
        relatività, di teoria della conduzione del calore, di teoria dell'elasticità e della     Wolfgang Pauli. Congresso di Como
        diffusione.                                                               (1927)



        1928 Nel corso di quest'anno Fermi pubblica una serie di articoli in cui
     _          utilizza il modello di Thornas-Fermi per calcolare le proprietà degli
        atomi che variano con regolarità al variare del numero atomico. Fermi continuerà
        sempre ad applicare il suo metodo statistico ad una numerosa serie di problemi
        appartenenti a campi molto diversi; molto più in là lo utilizzerà anche per eventi     Introduzione alla fisica atomica
        nucleari ad alte energie. Nel 1928 Fermi pubblica il brillante manuale Introduzione
        alla fisica atomica che riempie una lacuna importante nella manualistica universi-
        taria in lingua italiana.


        1929 Nel 1927 Dirac pubblica i primi lavori in cui estende sistematicamente
      -         le regole di quantizzazione dei sistemi meccanici ai campi elettroma-
        gnetici. Nel rivolgere i suoi interessi verso l'elettrodinamica quantistica, questa
        nuova frontiera della fisica teorica, Fermi si scontra con tutti i problemi che     Enrico Fermi (1928)
        nascono dalla necessità di spiegare le interazioni del campo elettromagnetico con
        le particelle cariche della materia applicando i principi della meccanica quantistica,     Elettrodinamica quantistica
        con il conseguente problema dell'emissione e assorbimento dei fotoni. Nell'appro-



        Luisa Bonolis




                                                                                                          I 151
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